Bisbigli della mente

Bisbigli della mente

Ciò che vediamo direttamente è sempre un lembo di ciò che è; solo dentro di noi assume forma completa, definita, corrispondente a qualcosa o qualcuno che conosciamo o che crediamo di conoscere. A volte basta una piccola traccia, anche su un foglio, un segno indicatore, e la nostra mente se ne impadronisce fornendole tutto ciò che manca per riportarla al mondo conosciuto

Basta un tocco di caricatura, un cenno familiare ed ecco davanti ai nostri occhi un quadro completo.

Viviamo quindi in un mondo che ci appare sufficientemente noto, e se sbagliamo in una identificazione ci sentiamo traditi.

Nello stesso tempo siamo spinti a tracciare e seguire silenziosamente altre indicazioni meno lapalissiane, più sconcertanti, meno riconoscibili che rispondono a richiami nascosti.

Neppure passeggiando o discutendo con amici di interessi comuni più o meno importanti, la nostra mente cessa di dividersi segretamente seguendo altre vie a frammenti, a scintille di immagini richiamate da qualcosa di esterno o sorte come dal nulla entro di noi.

Accanto al nostro mondo spezzoni di mondi diversi, più consoni ai nostri desideri, o a volte anche assurdi, ma confinanti ad aspirazioni che non possiamo sconfiggere solo tacendole.

Il nostro mondo concreto (almeno in apparenza) rimane un disegno rozzo insufficiente senza tutto ciò che si nasconde dietro, ciò che non ci vuole mostrare. Lo vogliamo famigliare ma nello stesso tempo ne scrutiamo l’oscurità perché sappiamo che il più si nasconde. Dove?

La nostra mente anche quando si vive e si cammina portando a termine progetti azioni premeditate, senza accorgersene continua ad elaborare sostituzioni, miraggi, vie traverse per attimi o minuti prolungati che intercettano il corso normale dei pensieri, e ci collegano a un mondo parallelo dove si intrecciano immagini sentimenti musica e passioni del tutto avulsi dal mondo normale e forse anche da ogni logica.

Alcuni possono sopravvivere e li ritroveremo magari ampliandoli; altri, i più, con un gioco di luci e suoni incompleti scompaiono o si smorzano per scomparire del tutto.

Un gioco continuo di scintille, nella nostra mente, di cui non sempre ci accorgiamo.

A volte se siamo soli ne scrutiamo il silenzio. Quello che crediamo silenzio, perché ci accorgiamo subito del sottofondo, un mormorio continuo, un indecifrabile scorrere di suoni a immagini sfrangiate che ci impedisce di cogliere il ‘nulla’,

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