MAURITS  CORNELIS ESCHER

Da un mio articolo stampato sulla Rivista dArte con-fine.

………… il progresso della tecnologia e l’informatica oltre che espandere la nostra possibilità di azione nella società offrono  alternative di fuga dal reale con la complicità spesso di una fantasia che si consolida sulle basi della scienza.

Così molte opere di  MAURITS CORNELIS ESCHER (Olanda  1898-1972), incisioni soprattutto, sono legate ad elaborazioni ispirate dai suoi contatti con le scienze, specie con la cristallografia e l’ottica, e di rimando molti scienziati si sono serviti delle sue immagini per presentare teorie scientifiche e renderle accessibili attraverso una raffigurazione visiva sufficientemente intuitiva.

Pur esprimendo più volte la convinzione  che tutto ciò che vediamo è illusione, Escher, infatti, non accetta il disordine nelle sue costruzioni che seguono sempre regole logiche, traendole spesso da quelle scienze che, di per sé, giudica troppo astratte e prive della piacevole sensualità della vita. Nelle complesse immagini labirintiche delle litografie abborda temi della fisica giocando soprattutto sulle illusioni ottiche. Una ricerca che lo porta più volte a scontrarsi col ‘limite’, spesso il cerchio, che raccoglie le sue enigmatiche scenografie. Un limite che sporge sul vuoto, sul nulla che forse è l’infinito.

La sua opera –Limite del cerchio III- diviene l’unica paradossale metafora possibile di ciò che sfugge al nostro sguardo: l’invisibile. Si tratta di una serie di cerchi concentrici di figure che man mano che si allontanano dal punto centrale rimpiccioliscono mentalmente fino all’invisibilità. Un ridimensionamento continuo che porterà alla coincidenza invisibile–infinito,

Metafora virtuale, mappa come le tante altre fra cui viviamo. La realtà virtuale, infatti, ci ha sempre accompagnato nella nostra vita. Sappiamo che la mappa non è il territorio, e possiamo anche dire che il nome è la prima forma virtuale che sostituisce la cosa, e sempre ci siamo serviti di metafore sostitutive di realtà concrete, ma con l’informatica e l’uso di internet si può arrivare a una vera sostituzione alternativa alla vita. Così è il fascino ambiguo di Second Life, che ha ideato sulla rete un vero mondo in cui ogni utente può lanciare un proprio doppio (avatar) secondo le proprie preferenze e muoversi liberamente nel cyber-spazio.

 

 

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