Realtà e sogno

 

 

 

Perché accettare come realtà definitiva solo una parte della nostra vita?

E’ parte della nostra vita anche il pensiero, l’illusione, il sogno, poiché cadono sotto la nostra percezione.

Io, e forse tutti, viviamo avvolti nel sogno; analizziamo i nostri pensieri anche quando stiamo camminando: squarci di marciapiedi, visi che richiamano altri visi, deformazioni di immagini  che si sovrappongono ad altre immagini, idee balorde mai evocate dalla volontà, ricordi alterati da desideri o paure. Un marasma in cui galleggia il pensiero voluto insieme al sogno desiderato.

Qual è la nostra realtà se non questo miscuglio contraddittorio su cui la coscienza cerca di galleggiare e, a volte, di affermarsi con più forza senza tuttavia mai riuscire ad essere la sola via, la sola direttiva del cervello?

Se la realtà nuda (o quello che in questo momento io credo sia la realtà) mi cadesse addosso per intero o soffocherei senza poter più respirare o più facilmente di un balzo la mia mente  cercherebbe di ucciderla per sopravvivere rivendicando  ciò che di sfuggente sembra avvinghiato alla sua apparente concretezza.

Io da che parte sto?

Decisamente dalla parte del sogno, quel sogno che colora la vita di amore e dolore e non vuole che nulla si perda nel niente . A dispetto della memoria. Perché, se pur legato alla memoria, il sogno  non dipende dalla memoria: la memoria si lega al passato ma il sogno è sempre nel presente e se rielabora il passato lo fa alterandolo per riportarlo nel presente.

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