Riflessioni instabili-Aura

 
21 maggio nei pressi di Bologna · Modificato

AURA (riflessioni su un pensiero di CARLO SINI)
Esiste il -punto-?
Esiste il segno del punto, ma il punto no come concretezza, perché non ha dimensioni né spaziali né temporali.
Se taglio una torta in due avrò concretamente due mezze torte, ma non ‘il taglio’ come cosa esistente, traccia esistente di per sé, senza riferirmi alle due mezze torte.
Il taglio ha generato una trasformazione come gesto, è un evento collocato nel tempo e nello spazio ma senza realtà concreta in sé, se non si percepiscono le sue conseguenze sulla realtà.
Quindi, in che senso è reale? Nei suoi effetti, una trasformazione dell’essere, traccia invisibile di una mia o sua volontà, o perfino del caso.
Ma quando non è più nella mia mente mantiene il suo stato aereo? Nulla di ciò che avviene nel tempo può essere che non sia mai accaduto, la traccia che ha avuto effetti materiali (materiali anche se mentali) mantiene la sua forma tacita e invisibile, e così le tracce di trasformazione nel nostro essere, nel nostro io, nella nostra identità. Anche perduta nella memoria soggettiva tutto ciò che accade in noi intreccia una forma di segni geometrici invisibili e immateriali. Una forma segreta di segni sempre più complessi, indici di continue trasformazioni, che non potrà cancellarsi mai. Un’aura che ha inciso l’energia che ci circonda o il nulla in cui siamo immersi, e che persiste oltre il tempo del nostro corpo.
Non è anima, non è memoria: è l’impronta del nostro esistere con l’incisione di tutte le nostre trasformazioni. Convergenza di tutti i segni di cosa siamo stati e di cosa abbiamo provato. La nostra aura, forse percepibile, più facilmente no. Ma sappiamo che esiste. Ed è fuori della morte.(riflessioni instabili)

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