Solitudine

  • Sono qui, seduta su una panca e guardo passare le nuvole.
  • Non faccio nulla, loro non mi guardano.
  • Non faccio nulla e guardo.
  • E’ un mestiere guardare?
  • No, non tolgo lavoro a nessuno.
  • Non faccio nulla e forse non ho mai fatto nulla,
  • ho solo guardato, non solo le nuvole.
  • Ho guardato passare.
  • Le auto in coda, perché tanta fretta?
  • I pedoni fermarsi per guardare l’ora. E ‘ tardi?
  • E’ l’ora normale, quella che deve essere.
  • Un urlo rompe il silenzio.
  • E’ accaduto qualcosa, ma non per me.
  • Le nuvole continuano a scavalcarsi come fumi di fuochi lontani.
  • Io sono qui- e guardo quel lontano che non si avvicina mai.
  • La gente dirada, poi scompare.
  • Passa un vigile, e lui mi guarda- lo vedo esitare poi riprende la sua strada.
  • Era per me? E’ peccato guardare?
  • Forse era un prete, di notte non si distinguono gli abiti.
  • Anche le nubi sono ingrigite in un cumulo stanco.
  • Tutto è fermo. Anche le luna.
  • E’ la sua ombra che sfiora la mia panca?
  • La guardo mentre si allunga lentamente come se volesse prendere il mio posto.
  • Perché, che differenza fa?
  • Io guardo solo, che le importa?
  • Nulla naturalmente.
  • Ora cade sull’erba come un petalo bianco.
  • Qualcuno la raccoglierà: non si deve sporcare il prato.
  • Ma io no, io guardo.
  • Forse qualcuno raccoglierà anche me, per pulire il giardino.

 

  • ( non sono io che firmo, ma una piccolissima parte di me)
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