Luciana Ricci Aliotta e il suo mondo irreale e fantastico- di Giovanna Pascoli Piccinini

Oggi più che mai Luciana Ricci Aliotta tende a “essenzializzare” il suo discorso. E, in questo senso, dimostra che le ricerche sull’astratto non le sono indifferenti . Ciò si può vedcere nelle trame, tanto formali quanto cromatiche, che sorreggono le sue immagini poetiche.
Attinente a una libertà modulata, lo spazio si estende in tonalità ricche di fermenti morbidi, sensuali per la vivacità dei pigmenti, per l’evocazione fisico-tattile che destano le uperfici. Un’immagine della natura, quella dell’Aliotta, che vibra ormai sul filo del paesaggio interiore, componendo e ricomponendo i dati del reale in una sorte di specchio intimo, di memoria intuitiva, fuori dall’accettazione passiva del modello.
Ma ,allora, dov’è il fantastico?
A guardar bene è ovunque: nella splendida e irreale atmosfera, in una sorte di ovattato distacco dalla forma per trascendere e giungere così all’essenza del contenuto.
E’ una ovazione continua e totale. La nostra pittrice, nelle sue opere, riesce a liberarsi della dimensione quotidiana per giungere a un’altra irreale e fantastica.
Già: al mondo astratto-surrealistico.

Giovanna Pascoli Piccinini

This entry was posted in Critica. Bookmark the permalink.

Rispondi