Sonorità liquide

5 Maggio – 30 giugno 2011
CARISBO- Piazza Maggiore 1

Flussi di pura energia si dipanano da un fulcro invisibile come nastri accarezzati dal vento nelle opere di Luciana Ricci Aliotta. Il colore diventa il principio primo della creazione, è un colore indomabile che sembra prendere il sopravvento sulla capacità cognitiva dell’artista per coinvolgere in una gioia panica di incontenibile pienezza.
In realtà il gioco si chiarisce quando dietro a questa apparente leggerezza si percepisce la visione di un mondo consapevole dell’inscindibilità di gioia e dolore e si comprende che a muovere queste onde lievi e trasmutanti non è l’istinto ma l’intelletto consapevole e raffinato della Ricci Aliotta: un’artista delicata, ma profonda, colta, eppure libera. Una meditazione lenta e silenziosa la porta a scegliere con cura spasmodica la via utile per tradurre il suo sentimento d’arte in una molteplicità di mezzi, che non cedono mai il passo nemmeno davanti alle sperimentazioni
informatiche. É come se, davvero, ancora per un istante, in questo ventunesimo secolo, l’avanguardia artistica non si fosse svuotata dei suoi contenuti, e, tutt’altro che assonnato, il mondo dell’arte avesse trovato come scaturire in opere di grande bellezza e pura essenza.
Ma non è solo vibrazione quest’arte, è traduzione visiva di un mondo di relazioni quasi elettriche che circondano la realtà più intima dell’individuo, che semplificano l’Essere, nella sua interezza, a un corpo nudo, a un fiore, a un animale. La moderna riflessione sull’energia si accosta così alla semplicità biologica del Creato. Sono principi primi accostati nella meditazione. Coppie di individui isolati diventano rari e unici nella loro solitudine, nel tormento dell’emozione. Pare quasi di sentire il respiro di questi amanti farsi uno solo contro il mondo. Questo respiro, in quel finto silenzio, è diventato energia, un battito del cuore è ancora pura energia, così suono, musica, melodia. Questa forza invisibile si traduce in onde tenui che accarezzano, sospingono e sostengono l’individuo nella sua intimità nella semplicità dei suoi sentimenti, e quasi con garbo si manifestano per coinvolgerti in una riflessione esistenziale. Quello che ci circonda non è più solo sfondo, è realtà concreta, perennemente viva, talvolta persino inquietante e dolorosamente scoperta. Luciana parte dal lavoro sulla tela ed elabora in digitale quel
substrato meditativo e lento; la creazione, di colpo, riceve una sferzata, accelera anche la velocità del pensiero, il battito cardiaco, l’emozione. Deformazioni, allungamenti, alterazioni digitali non intaccano, anzi avvalorano, l’essenza pura di una personale rivoluzione artistica fatta di melodia del sentimento e gioioso senso del colore.
Elisa Mazzagardi Spano

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